sabato 22 febbraio 2014

Hannah Arendt


il film di Margarethe von Trotta ricostruisce il viaggio di Hannah Arendt da New York a Gerusalemme per il processo Eichmann. Dopo aver assistito alle varie fasi del dibattimento (ed è questa la parte migliore del film per l’inserimento dei filmati d’epoca), e aver studiato tutta la documentazione, la Arendt scrive vari articoli per il New Yorker, poi confluiti nel libro La banalità del male. Articoli e libro cosí lucidi e radicali da provocare una reazione durissima da parte degli ebrei, compresi gli amici e i colleghi della filosofa. La parte peggiore del film sono i flash back che vedono la Arendt giovane alle prese con Martin Heiddeger, suo professore e poi amante, raffigurato come un vecchio tricheco eccitato. Nel complesso un film deludente: fornisce una versione “domestica” del personaggio (smancerie con il marito, chiacchiere mondane con l’amica Mary McCarthy, familiarità con i suoi studenti) e si limita a illustrare un episodio già noto.

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