martedì 25 febbraio 2014

Lavoro a mano armata

Alain ha cinquantasette anni, una moglie che ama, due figlie indipendenti, una casa da ristrutturare. Ha appena perso il lavoro di direttore delle risorse umane e guadagna cinquecento euro svegliandosi presto la mattina e smistando pacchi per aziende farmaceutiche. Dopo una violenta lite con il supervisore turco, perde anche questa risorsa. Un colloquio con una prestigiosa multinazionale sembra promettere bene; per ottenere l’incarico Alain è disposto a tutto: a sottrarre i risparmi alla figlia maggiore, a mentire alla moglie, a partecipare all’orribile gioco di ruolo organizzato dalla ditta per mettere alla prova i suoi quadri. In un crescendo di follia e disperazione, Alain si procura una pistola e trasforma il finto sequestro in un sequestro vero, finendo dritto dritto in prigione. Humour nero, gusto del paradosso, esaltazione della beffa, critica radicale dei ricchi e del loro sistema di potere: in Lavoro a mano armata appaiono già gli elementi che trionferanno nel più convincente Ci rivediamo lassù: è come se, allontanando nel tempo le sue istanze, lo scrittore abbia trovato la misura e lo stile a lui congeniale. Lavoro a mano armata è uscito alla fine del 2013 per Fazi nella traduzione di Giacomo Cuva.

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