mercoledì 26 febbraio 2014

Saving Mr Banks


da ragazzina nel mio pantheon di eroine insieme a Jo di Piccole donne, Polyanna e Pippi Calzelunghe figurava Mary Poppins. La Mary Poppins dura, superba, enigmatica, sorprendente, a tratti urticante del libro, non quella zuccherosa, sorridente  e ballerina del film dysneyano. Attraverso Saving Mr Banks, il film di John Lee Hancock, ho scoperto con grande piacere che Pamela Travers la pensava esattamente come me, e ci sono voluti venti anni, problemi economici e un’insistenza pazzesca da parte di Walt Disney in persona, perché cedesse i diritti della sua creatura a chi era destinato a consacrarne il successo e a travisarne l’immagine. Il film racconta la lotta tra Pamela (Emma Thompson secca, ricciolina, bizzosa: molto in parte) e Walt (Tom Hanks) e insieme, attraverso una serie di flash back, la travagliata infanzia australiana della scrittrice. Scopriamo così che l’autrice di Mary Poppins da bambina si era dovuta confrontare con un padre fantasioso, costretto a un lavoro in banca che lo angosciava, e con una mamma fortemente depressa. La sceneggiatura lascia intendere che Pamela temeva soprattutto che Walt Disney presentasse in cattiva luce Mr Banks, controfigura di suo padre. A me questa pare una forzatura. Bello invece il personaggio di Paul Giamatti, l’autista di Los Angeles che con la sua gentilezza fa breccia nel cuore della burbera Travers, ostile per principio a tutto ciò che è americano.

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