domenica 16 marzo 2014

Come un respiro interrotto


canta scalza Sole e dovunque lo faccia, su un palco, in un localino fumoso, in una comunità per tossicodipendenti, a un funerale, di fronte a un pubblico di ciechi, suscita un’attenta meraviglia. L’enigmatica Sole, con una famiglia grande e di provenienza varia, è il personaggio intorno a cui ruota il nuovo romanzo di Fabio Stassi, Come un respiro interrotto, appena pubblicato da Sellerio. Siamo negli anni settanta, anni in cui la musica si mescola all’impegno politico, al tempo condiviso, alla voglia di cambiare il mondo con ogni mezzo. Matteo suona il contrabbasso e di Sole s’innamora non appena la vede: per lei abbandona il progettato suicidio, ma tra loro ci sarà solo una lunga amicizia. L’interruzione evocata dal titolo ritorna più volte nelle vicende narrate: le cose cominciano e poi si bloccano prima del tempo, le persone s’incontrano e si perdono con la stessa facilità. Stassi descrive la Roma del Folkstudio e dell’Officina, delle manifestazioni di piazza, la Palermo delle case occupate, la Sicilia come luogo dell’anima. Riesce a mantenersi lieve anche quando racconta l’incontro dei corpi, è un italiano il suo duttile, ricco e ritmato, capace di fare del romanzo una lunga ballata. Intenso e coinvolgente, Come un respiro interrotto non riflette sulla storia recente, la riflette dal suo interno, fa dell’esperienza individuale uno specchio per la collettività.

Nessun commento: