martedì 11 marzo 2014

Correva l'anno del nostro amore

Valerio e Olivia crescono insieme a Bologna negli anni settanta. Lui è il figlio del giardiniere e della cameriera, lei di ricchi costruttori con vasta servitù. La mamma di lui lascia il mite marito per un “cravattaro” che a Roma le assicura una vita più agiata e i due bambini si devono separare. Tra loro è già nato il germe di una passione che si porteranno dentro per quarant’anni tra incontri focosi e brusche separazioni. Nel suo quinto romanzo Caterina Bonvicini racconta una storia d’amore e insieme la storia  recente d’Italia: dai rapimenti alla strage di Bologna, dalla banda della Magliana all’ascesa dei palazzinari, fino a Berlusconi e al dopo terremoto dell’Aquila. Il meccanismo a volte funziona, a volte no (non basta mandare la mamma di Valerio alla stazione il giorno della bomba e farla tornare a casa tutta impolverata e sconvolta per rendere l’angoscia di quel momento). Tra i personaggi del libro spicca la nonna Manon: bellissima, coltissima, piena di contraddizioni e sempre pronta alla narrazione. Valerio voleva fare il magistrato e finisce per diventare un intrallazzatore; Olivia ha mille amanti tranne quello che le interessa davvero.  Perché non esiste un romanzo sull’Italia di oggi che non lasci l’amaro in bocca?

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