martedì 11 marzo 2014

Gli anni fra cane e lupo

arrivata alla soglia degli ottantadue anni, Rosetta Loy ha scelto di raccontare non una storia di fantasia, ma la storia recente del nostro paese. Lo ha fatto utilizzando la forma più scarna: una cronologia che va dal 1969 al 1994 e che evidenzia soprattutto i misteri d’Italia, gli intrecci tra mafia, politica, Servizi Segreti, terrorismo  e la scia di cadaveri che si trascinano dietro. Tanti nomi (molti noti e anche molti dimenticati, troppe sono state le vittime del periodo in esame), tanti numeri (puntigliosa  e utile la ricostruzione degli anni che ci sono voluti per arrivare alla condanna dei colpevoli o alla loro assoluzione per mancanza di prove). Nell’ordito della narrazione a sorpresa ogni tanto si affaccia un ricordo personale, in corsivo: rievocando il 1987 Loy cita il successo per lei sconcertante del suo libro Le strade di polvere (“ricevo i complimenti come un’usurpatrice”);  nell’89 a Mosca a una fiera del libro sperimenta lo squallore della Russia post sovietica; nel ’93 il cartellone pubblicitario con una bella bambina che dice “fozza italia” prima l’attrae e poi la spaventa.  E Berlusconi è uno dei personaggi di spicco di questo libro intriso di passione civile: l’ascesa dell’uomo con il cappotto di cammello e il sorriso spalancato è raccontata passo dopo passo, evidenziandone  l’astuzia delle mosse, la spregiudicatezza delle decisioni e l’infinita debolezza degli avversari. Gli anni fra cane e lupo sono una lettura indispensabile per le giovani generazioni, per aiutarle a capire come siamo arrivati fin qui, e per le meno giovani per riflettere su ciò che abbiamo lasciato accadere.   

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