venerdì 7 marzo 2014

I segreti di Osage County

al centro de I segreti di Osage County c’è un tale concentrato di drammi familiari che se ne sarebbero potuti cavare una decina di film: un padre ubriacone e suicida; una madre malata di cancro, intossicata dalle pillole, con un’infanzia straziante alle spalle; una zia fedifraga che infierisce sul figlio con ritardo mentale; una prima figlia che non ammette il fallimento del proprio matrimonio; una seconda che s’accompagna con gli uomini più improbabili; una terza innamorata del cugino; una nipote quattordicenne che si fa le canne con un cinquantenne molestatore. La più normale di tutti, o forse l’unica normale, è la cuoca indiana, che assiste tra lo sgomento e l’imperturbabile agli scontri anche violenti tra i membri di questa atroce famiglia. Il film di William Friedkin, tratto da un lavoro teatrale di Tracy Letts, che lo ha anche sceneggiato, ha il merito di rivelare la bravura di Julia Roberts in un ruolo per lei inconsueto e di confermare il grande talento istrionico di Meryl Streep, che non esita a esibirsi senza capelli, sfatta dalla droga, crudele e disperata, tenera e devastante.

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