lunedì 17 marzo 2014

in biblioteca con Kyung-Sook Shin

alle tre l'aula della biblioteca di studi orientali, che avevo contribuito ad allestire con una cinquantina di sedie prese dalle altre sale, era ancora semideserta. I ragazzi sono arrivati tutti insieme e l'hanno riempita. Con la voce incrinata dalla tensione sono partita a descrivere i due libri di Kyung-Sook Shin che ho molto amato. Mi ero ripromessa di stare dritta con le spalle e di scandire bene le parole, ma non ho fatto nessuna di queste due cose. Lei sedeva alla mia sinistra con accanto una giovane coreana che faceva da interprete. Alla prima domanda di una studentessa, Kyung-Sook Shin si è illuminata e il suo buon umore è andato crescendo di fronte al manifesto interesse del pubblico. A infervorarla è stato in particolare il tema dei giovani, ha ricordato la durezza dei suoi vent'anni nella Seoul scossa dalla repressione dei moti studenteschi, ha letto il brano di Io ci sarò in cui il professore detta il suo testamento spirituale, ed è stato emozionante sentirla dire, ricordiamoci questo momento, questo incontro. Sono arrivate domande in coreano. Ho tirato un sospiro di sollievo. In un baleno si sono fatte le quattro e mezza.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Brava!!!!!!