lunedì 3 marzo 2014

l'età della scemenza

la figlia ne è appena uscita (e non del tutto, le ricadute sono all'ordine del giorno, nonostante legga un Dostoevskji dopo l'altro, le capiti di uscire di casa senza un filo di trucco e prenda sul serio la scuola) il figlio ci sta dentro con tutti e due i piedi. Parlo dell'età della scemenza, quella in cui devi disperatamente essere uguale ai tuoi amici, e basta un pantalone troppo corto, o troppo largo, un taglio di capelli sbagliato a metterti in crisi. Cammina come un bulletto il figlio, parla come un bulletto, si veste come un bulletto, mi critica come un bulletto quando gli paio troppo fuori dagli schemi. Come al solito, mi accorgo di quello che sono i miei figli quando me li trovo intorno dalla mattina alla sera in occasione di una vacanza familiare. (È per questo, più che per vedere pezzi di mondo, che bisogna ogni tanto partire). Il vantaggio dei secondi figli è che non li si prende sul serio come i primi e si aspetta armati di pazienza che la scemenza passi.

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