sabato 29 marzo 2014

La vita di Čechov


da quando ho preso l’abitudine di comprare i libri su kindle, diserto le librerie, perdendo così l’occasione di ritrovarmi tra le mani preziosi volumi di cui non conoscevo l’esistenza. L’altro giorno, girovagando tra gli scaffali dell’Arion che ho di fronte casa, mi sono imbattuta in una collana di Castelvecchi, con copertine che sembravano cornici di legno. Si trattava di biografie, non il mio genere preferito, ma una di queste mi è parsa irrinunciabile. La vita del grandissimo Anton Čechov scritta da Irène Némirovski! Il libro che ho letto oggi tutto d’un fiato, su una sedia a sdraio nel giardino della casa al mare, si è rivelato persino superiore alle mie aspettative. Némirovski descrive l’infanzia di Anton a Taganrog: i suoi giochi con i due fratelli maggiori; la paura condivisa del padre, un commerciante sempre sull’orlo del fallimento, manesco e infelice; il suo grande spirito di osservazione. Il ragazzo, delicato di salute, ricco d’inventiva, affettuoso, comincia presto a farsi carico di tutta la famiglia. Ama scrivere e si laurea in medicina; continuerà a svolgere i due mestieri con eguale impegno. È un racconto a la Némirovsky, fatto di particolari significativi, di atmosfere, di stati d’animo: leggendolo resta impresso soprattutto il meraviglioso carattere di Čechov, il bisogno di solitudine e l’amore per gli altri che lo animano. C’è poi, il confronto a distanza tra Némirovsky e lo scrittore russo, la riflessione sui suoi temi e il suo stile, il confronto con le idee di Tolstoj: una riflessione per niente accademica, fatta di appassionata adesione. La traduzione, ottima, è di Monica Capuani. Ho capito la lezione: devo tornare in libreria.

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