domenica 23 marzo 2014

Snob


Snob l’ho comprato sul kindle perché sentivo la mancanza di Dontown Abbey e pensavo che leggere un romanzo dell’autore di quella serie appassionante mi avrebbe riportato alle sue atmosfere. Non sono rimasta delusa.  Snob è ambientato alla fine degli anni novanta in Inghilterra e racconta l’ascesa sociale di Edith, una ragazza bella, sveglia e decisa a non lavorare. A narrare le imprese della fanciulla in questione è un suo amico, attore dallo spirito caustico (chiaro alter ego di Julian Fellowes che, oltre a scrivere benissimo, recita pure). Senza impegnarsi troppo, Edith riesce ad attirare nella sua tela Charles, conte di Broughton, scatenando l’entusiasmo della propria madre e l’ira funesta della futura suocera. Quest’ultima, Lady Uckfield, è un personaggio meraviglioso: all’apparenza campionessa mondiale di etichetta, in sostanza sordida manovratrice di vite altrui. A un anno dal matrimonio con il conte, Edith ha tutto quello che ha sempre sognato: ricchezza, fama, conoscenze altolocate, invidia. Ma si annoia a morte con il marito e la conoscenza con Simon, un attore di grande bellezza e di scarso intelletto, le fa perdere la testa. Nel libro c’è sicuramente la satira del mondo aristocratico inglese, ancorato a rituali fuori dal tempo, nonché quella del mondo dello spettacolo (il ritratto di Simon e i suoi amici che si atteggiano ad artisti e smaniano per la parte in un telefilm è molto realistico e divertente), ma ci sono anche temi più universali: che cos’è che ci rende veramente felici? Cosa si può chiedere a un rapporto di coppia e cosa non ci si può aspettare? Perché leghiamo a certe persone e non altre il nostro destino? Si può tornare sulle proprie scelte? Snob è uscito nel 2004 in inglese e nel 2005 in italiano da Neri Pozza. La traduzione è di Maria Cristina Savioli.

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