martedì 4 marzo 2014

Tutto quel che è la vita

leggendo Tutto quel che è la vita di James Salter (traduzione di Katia Bagnoli, Guanda) cercavo il capolavoro che un mio caro e autorevole amico mi aveva preannunciato (però aveva anche detto, chissà se sarai d'accordo con me).  Una bella scrittura, la capacità di evocare immagini di fronte agli occhi del lettore. La storia di un signore, Philip Bowman, da quando esce dalla guerra ai successivi quarant’anni: un lavoro da editor letterario a New York, vari viaggi, un matrimonio sbagliato, varie donne viste soprattutto dal lato sessuale, vari amici persi e ritrovati. Tra i tanti episodi non memorabili, uno mi ha fatto saltare sulla sedia: per vendicarsi dell’amante che lo lascia di botto e gli frega la casa, Philip ne seduce la figlia ventenne, la porta a Parigi e qui l’abbandona. James Salter è nato nel 1925 e in questo romanzo deve aver messo molto di sé. Leggendolo, ogni tanto mi capitava di pensare ad altro, il capolavoro non l’ho trovato. 

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