martedì 29 aprile 2014

con Donatella Di Pietrantonio

Donatella Di Pietrantonio, l'autrice di Bella mia, è il mio candidato al premio Strega. Se fosse un premio vero e non un premio già assegnato in partenza, non si potrebbe non premiare il modo in cui ha raccontato una famiglia frantumata dal terremoto che pian piano rimette insieme i cocci e trova un modo per andare avanti. Oggi Donatella l'ho incontrata di persona. Con Carlo e Francesco sono andata a intervistarla in via Isonzo, dove c'è la redazione della casa editrice che pubblica i suoi libri, la Elliot. Donatella di mestiere fa la dentista pediatrica, vive a Penne, in provincia di Pescara; ci ha raccontato che di questi tempi mentre ha un piccolo paziente con la bocca aperta la chiamano per fissare intervista e il malcapitato di turno le regge il telefono tutto contento. Intervista a parte, abbiamo rievocato i momenti salienti del libro, la figura della vecchia madre a cui la figlia risparmia le trasgressioni del nipote, la giovane donna che ha perso la figlia tanto desiderata a causa del sisma e poi riesce a restare incinta, il marito fedifrago che era lontano dalla tragedia e che le donne puniscono con una cena a base di pollo ben sapendo che è vegetariano, la storia d'amore della protagonista che a me ha fatto tirare un sospiro di sollievo e di fronte alla quale qualcuno ha storto il naso. Donatella Di Pietrantonio ha finora pubblicato due libri, uno più bello dell'altro (Mia madre è un fiume era il suo primo); ha una gran forza dalla sua, l'autenticità. Gli altri, molti altri, scrivono perché vogliono fare gli scrittori; lei scrive perché è una scrittrice, e i suoi personaggi non li racconta, li fa vivere sulla carta.

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