giovedì 24 aprile 2014

I lanciafiamme


all’inizio c’è una moto e una ragazza bionda che la cavalca spavalda. Poi la ragazza chiamata Reno, come il luogo da cui proviene, vende la moto per andare a New York. Reno aspetta che le accada qualcosa e la New York degli anni settanta non la delude. Prima va a letto con l’amico di una coppia incontrata in un bar, poi trova l’amore; Sandro Valera, un artista più grande di lei, figlio di un ricco industriale italiano, la elegge a sua compagna, sfrattando senza troppe cerimonie la donna con cui stava. Valera produce moto e Reno non sfugge al richiamo di una gara sulle saline. Cade, si fa male, poi vince e le chiedono di andare in Italia come testimonial delle motociclette. Sandro non vorrebbe farla partire, poi l’accompagna e le chiede di passare con lui per la villa di famiglia a Bellagio. E qui comincia la parte più interessante del libro. Se la routine pseudo artistica newyorchese è improntata a stanchi rituali (bevute, ostentazioni di modernità, feste, mostre strampalate, pettegolezzi) che inducono una certa sonnolenza nel lettore, la descrizione della madre di Sandro, una vera megera nei confronti dell’americana sua ospite, è fantastica. Reno scopre che si può essere ricchi e taccagni (al mattino nella villa piena di domestici si mangia pane vecchio e la sera la padrona di casa controlla il prosciutto in frigo). Ma a spezzarle il cuore non sono la madre e il fratello di Sandro che ostentano disprezzo nei suoi confronti, è Sandro stesso, da lei trovato con la cugina. Di colpo il maschilismo dell’uomo che ha amato le appare in tutta la sua evidenza (brava Kushner, ci voleva una scrittrice straniera per mettere a fuoco la pochezza del maschio italiano negli anni settanta e anche oggi). Reno salta in macchina con Gianni, il custode della villa (in realtà, scopriremo, un brigatista in incognito) e approda in un appartamento in via dei Volsci a Roma, dove si vive in disordine e promiscuità, e le armi girano come cavatappi. Reno partecipa a manifestazioni, impara a sue spese cosa sono i celerini e i gas lacrimogeni, accompagna Gianni nella sua fuga in montagna, poi torna a New York. Uno sguardo così ampio, documentato eppure lieve sugli anni settanta in Italia e negli Stati Uniti ancora mancava; Kushner non si accontenta di questo e apre ampie parentesi sul passato dei personaggi italiani, dal dopoguerra al fascismo: un po’ troppa carne al fuoco, ma il boccone è piuttosto ghiotto. I lanciafiamme, pubblicato in Italia da Ponte alle Grazie, è stato tradotto da Stefano Valenti.

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