martedì 8 aprile 2014

Il posto

è un libro brevissimo Il posto di Annie Ernaux (traduzione italiana di Lorenzo Flabbi, L’orma) eppure contiene in sé un mondo intero. È il mondo del padre dell’autrice, gestore con la moglie di un piccolo bar-alimentari nella provincia francese: un mondo fatto d’insicurezze, cautele, limitato anche dal punto di vista linguistico. Ernaux prende le mosse dalla morte del padre, poi traccia un ritratto completo dell’uomo, dalla breve infanzia (a dodici anni deve abbandonare la scuola per una fattoria) al servizio militare, alla fabbrica e all’apertura di un negozio dopo un infortunio sul lavoro. Il nucleo della storia è il passaggio compiuto dall’autrice dal mondo “semplice” della propria famiglia a quello borghese e colto: è come se diventando insegnante, consacrandosi alla letteratura, lei avesse rinnegato le proprie origini e sentisse il bisogno di ricostruirle, di ridar loro sostanza attraverso le parole. Del lessico del padre di Annie fanno parte le espressioni bisogna pur vivere, tutto costa caro, non ho quattro braccia, si fa come si usa: la bottega come misura dell’esistente. C’è in questa narrazione il ricordo dei propri sforzi di emancipazione e della crescente distanza messa tra sé e i genitori, e insieme rispetto e tenerezza per la dignità di questi.  La scrittura di Ernaux evoca con limpidezza, trasfigura la propria biografia in racconto morale. Il posto è uscito in Francia nel 1983: finalmente ora è arrivato in Italia.

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