sabato 12 aprile 2014

Il tempo bambino

un uomo che ripara orologi, la casa in cui abita e in cui abitava con i genitori prima che loro morissero, una donna delle pulizie che viene una volta alla settimana; in questo quadro realistico Simona Baldelli inserisce presenze fantastiche, spiazzando il lettore. In primo luogo la madre del protagonista, tormentata e tormentatrice: torna a sghignazzare sul figlio non amato, insiste sulle sue debolezze; poi la figlia della sarta che lui ha molestato da piccolo, e infine Regina, la bambina trovata davanti alla porta, la summa dei suoi desideri, delle sue perversioni: poterla avere sempre con sé, rimirarla, toccarla, parlarci, condividere tutto con lei. In Il tempo bambino (Giunti), Baldelli mette in scene proiezioni mentali partendo dalla descrizione di sensazioni fisiche: il cuore che batte forte, il sapore di burro e zucchero in bocca, il desiderio sessuale. Scrive bene. Ma perché scrivere dell’orologiaio disturbato?

Nessun commento: