domenica 6 aprile 2014

Penny Wirton e sua madre


a Penny Wirton e sua madre, romanzo breve di Silvio D’Arzo, sono arrivata attraverso Eraldo Affinati, che ha scelto il nome del protagonista, Penny Wirton per chiamare la sua scuola di italiano per stranieri. Silvio D’Arzo, di cui avevo letto lo splendido Casa d’altri, ha uno stile inconfondibile: il suo italiano è pieno di espressioni sorprendenti, non cade mai nel noto. Penny Wirton e sua madre nasce come libro per bambini, e ci sente dentro l’eco di Collodi, di Stevenson e di Barrie, ma la storia ha un andamento tutto suo. La trama è semplice e, pur ambientata in un luogo e in un tempo fiabeschi, di grande attualità perché improntata al conflitto di classe. Penny vive con Anna, sua madre in un piccolo paese. Sono poveri (sentite come descrive D’Arzo questa povertà: “La più povera di tutta la contea di Pictown, fino al terzo Crocicchio e più un là, era la vecchia dei portici che vendeva arance e castagne: e poi non veniva nessuno: e poi ancora non veniva nessuno: e solo allora veniva l’Anna e suo figlio”). Anna fa la levatrice, suo marito era sellaio; è morto quando Penny aveva tre anni e su di lui, la donna ha raccontato un castello di bugie. Penny è convinto di essere figlio di un grand’uomo; il sellaio, che nell’oltretomba non ha pace, incontra la moglie di notte nei pressi del cimitero e la prega di ristabilire la verità. Va a finire che Penny scopre le sue umili origini e scappa di casa; la mamma, che non trova aiuto nelle sue ricerche del figlio, rifiuta di far nascere i bambini e viene portata in prigione; poi tutto si sistema. Come i migliori libri per ragazzi, Penny Wirton e sua madre parla di menzogna e verità, di autoritarismo sciocco e corrotto (il Cancelliere, il Giudice) e di imprevedibili gesti di bontà (il Supplente, il Cieco che apparivano come loschi figuri diventano alleati di Penny nella sua battaglia per liberare la madre). Bella scoperta questo libro (l’ho letto nell’edizione Monte Università Parma del 2010). Ora mi viene voglia di sapere qualcosa in più sulla scuola che prende il suo nome.

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