domenica 27 aprile 2014

sotto assedio

ieri sera tornando dal cinema, ho attraversato il ponte di Castel Sant'Angelo tra una torma di pellegrini che intonavano cori. Altri pellegrini avevano piantato tende canadesi davanti al castello. C'erano vecchi e bambini che si disponevano a passare la notte all'aperto. Stamattina mi ha svegliato il rumore degli elicotteri e il vociare sotto casa. Roma è invasa dai fedeli accorsi per la beatificazione dei due papi. Quelli che vediamo dalle nostre finestre sono i rinunciatari, quelli che non sentendosela di combattere per un posto in via della Conciliazione - dove dai maxischermi si può seguire la cerimonia - si accontentano di bighellonare nei pressi del Vaticano. Bevono l'acqua fornita dai volontari, si spostano da una parte all'altra, fanno la fila per i bagni chimici, mangiano i panini che si sono portati, ogni tanto si abbioccano sui marciapiedi. Gli basta esserci, essere qui. Grazie a un'amplificazione paurosa le parole del papa risuonano nell'aria. Le sento rimbombare attraverso i vetri.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Che incubo: ci sono più papi sotto casa tua che nelle serate del bunga bunga