domenica 25 maggio 2014

come il padre

il vecchio generale, padre di mio marito, aveva una scrivania nell'angolo del salotto. Era il suo posto: quello da cui trafficava, esaminava carte, scriveva a macchina. Alzando gli occhi dal mio kindle, ora ho avuto una visione: al posto di mio marito, seduto alla scrivania del salotto di casa nostra, c'era lui, mio suocero. Identico il modo in cui teneva un braccio ripiegato sul fianco, identica la smorfia di concentrazione sul volto. È questo che siamo destinati a diventare? Una copia (chissà se bella o brutta) di chi ci ha generato?

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