lunedì 19 maggio 2014

con Simonetta Agnello Hornby

l'incontro non era cominciato sotto i migliori auspici. Carlo era in ritardo perché non gli partiva il motorino, la scrittrice appariva provata dalla presentazione che aveva fatto in un'altra libreria. In più mentre stavamo registrando l'intervista, sul più bello di una descrizione dell'uomo Samuel Johnson, Carlo ci ha interrotte perché un tipo era entrato nell'inquadratura; riprendere il filo non è stato semplice e il clima si è ulteriormente raffreddato. Immaginate quanto ci sono rimasta male quando, a fine intervista, Simonetta Agnello Hornby mi ha chiesto serafica, il libro l'ha letto? Di fronte alla mia desolazione, ha aggiunto, è appena uscito... Poi non so come, ci siamo ritrovate a parlare di Londra e di Roma, della meraviglia dei Book Club inglesi, del gruppo di camminatori a cui lei appartiene, della necessità di reinventarsi e di fare cose diverse ogni tot di anni. Mi ha dato il suo indirizzo e-mail per quando andrò a Londra, ha scherzato con Carlo che non parla inglese e che preferisce l'Argentina all'Inghilterra. Quella che ci ha salutato era una Simonetta molto più sorridente di quella che ci ha accolto.

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