domenica 18 maggio 2014

il punto di vista dell'emigrante

due volte l'anno il cognato che ha scelto di vivere nelle Filippine torna a Roma e s'intrattiene per un mese a casa di sua madre. Oggi cognato e suocera erano a pranzo da noi, insieme a mio padre. A tavola il discorso è caduto sulla politica. Gli ho chiesto se domenica prossima pensava di votare. Non l'avessi mai fatto: ha alzato la voce e ha detto, so chi voterei io, voterei Mussolini. Che Alessandra Mussolini fosse diventata per lui un punto di riferimento mi stupiva alquanto, ma ha subito chiarito l'equivoco: Mussolini, lui, Benito, è di questo che l'Italia ha bisogno. E' poi partito con una lunga filippica contro la corruzione italiana, le maxi pensioni, gli stipendi degli impiegati della Camera. Era un fiume in piena, invocava la dittatura, e noi non potevamo far nulla per arginarlo. Con garbo, mio padre, che a lui sta simpatico, ha detto, si vede il punto di vista dell'emigrante, di chi vede l'Italia da fuori. Finito di mangiare, mia suocera è sgaiattolata via verso casa. Il figlio sta fuori tre giorni con un amico dei tempi del liceo e lei riprende fiato, ne ha tanto bisogno.

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