sabato 31 maggio 2014

In ordine di sparizione


di Niels (Stellan Skarsgård), l’eroe di questo racconto, sappiamo solo che ama la vita isolata (è il guardiano di un parco norvegese sepolto sotto la neve), sua moglie e suo figlio.  Nelle prime sequenze del film mentre Nils riceve il premio di cittadino dell’anno, il figlio, che lavora all’aeroporto, viene sequestrato e ucciso. Nils non crede neppure per un momento che il ragazzo sia morto per overdose e quando un amico di questo va da lui a parlargli dei trafficanti di droga che l’hanno ucciso, l’uomo si trasforma in uno spietato vendicatore. Scandito da cartelli neri con croci che aggiornano la contabilità dei morti ammazzati, In ordine di sparizione mette in scena da una parte un padre che non ha più nulla da perdere (la moglie, oppressa dal dolore, se n’è andata) dall’altra un cattivo giovane e vanesio, che uccide a vanvera e riesce a farsi disprezzare anche dai suoi. A complicare le cose si aggiungono gli spacciatori serbi capitanati da Bruno Ganz. Si erano spartiti il mercato con i norvegesi; una volta colpiti, non esitano a sparare anche loro nel mucchio. Il regista Hans Petter Moland fa sua la lezione di Tarantino: gran spruzzi di sangue e dialoghi dalla comicità sferzante (il malavitoso serbo che racconta all’amico le magnificenze delle carceri norvegesi in cui non si viene stuprati, si mangia cibo caldo e ti curano pure i denti). Ci aggiunge gli straordinari paesaggi innevati di quella parte sperduta di mondo e dota il suo protagonista di un enorme spazzaneve che è insieme giocattolo e mostro. Non manca uno sguardo innocente: è quello del bambino, figlio del cattivo, più a suo agio con l’uomo che l’ha rapito che con quello che lo ha generato. Un ritratto molto acuto della Norvegia, tra freddo polare, malavita e l'ironica rivendicazione del welfare.

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