lunedì 26 maggio 2014

Maps to the stars

in Maps to the stars Julianne Moore è una cattiva che più cattiva di così non si può: nevrotica, piagnucolosa, invidiosa, gelosa, il peggio dello star system, una capace di cantare e ballare di fronte alla morte di un bambino che le consegna la parte in un film, una che mentre cerca di vincere la stitichezza sul gabinetto costringe la sua assistente a fare conversazione con lei. Film imperfetto, con una rivelazione finale macchinosa, l’ultima fatica di Cronenberg si fa apprezzare per lo humour nerissimo con cui descrive il microcosmo hollywoodiano. Attori tredicenni precocemente incanagliti, cinici guru dispensatori di massaggi e lezioni di vita, madri manager che temono solo di perdere la fonte del proprio guadagno, sesso e droga tanto per fare, ipocrisia a fiumi: a fronte di tutto questo la ragazzina piromane con lo sguardo assatanato è una cappuccetto rosso capitata nella famiglia sbagliata, nella città sbagliata, nel paese sbagliato. Bravi gli attori, peccato per la sceneggiatura che da un certo punto in poi crolla.

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