domenica 25 maggio 2014

Ovunque, proteggici


Villa Girosa, una grande casa in semiabbandono, è il luogo in cui si succedono varie generazioni di una famiglia sfortunata e infelice. Siamo in Ovunque proteggici, primo romanzo di Elisa Ruotolo, pubblicato da Nottetempo. Tanti i personaggi che si affacciano su queste pagine, forse troppi: a volte si vorrebbe fermarli, dir loro, non scomparire così, fammi capire meglio chi sei, perché sei qui, qual è il tuo dono, quale la tua maledizione. Prendete Blacmàn, il padre del protagonista: è un uomo solitario e crudele, repelle sin dall’aspetto; la sua vera storia, che si rivela solo alla fine, è una grande storia che si dipana tra il Sud Italia e l’America degli emigranti: è piena di svolte, ma all’interno del libro rischia di perdersi, di diventare un filo tra gli altri. All’autrice sta a cuore il tema della paternità che non è un fatto di sangue; affida il suo tema a una lingua talmente complessa, talmente lontana dall’ovvio che strema il lettore, rallentandone il passo, sviandolo dal suo obiettivo che è quello di arrivare fino in fondo, di capire cosa è successo. Un dieci per le metafore, ma la leggibilità! La leggibilità!

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