martedì 20 maggio 2014

Solo gli amanti sopravvivono

non è più come una volta, non si possono buttare i cadaveri nel Tamigi e non pensarci più, dice il vampiro Adam (Tom Hiddleston, si è mai visto un vampiro palestrato?) alla vampira Eve (Tilda Swinton, quanto è brava e bella!). Siamo nella buia e decadente periferia ex industriale di Detroit, dove Adam viveva recluso in un palazzo abbandonato, dedicandosi alla sua musica e uscendo di casa solo per comprare a caro prezzo (com’è che i vampiri hanno sempre un sacco di soldi?) sacche di sangue purissimo da un medico corrotto. Oltre alla sua amante Eve, lo ha raggiunto a Detroit la sorellina svampita di questa, Ava (Mia Wasikowska, credibilissima come psicopatica) e ha subito combinato un guaio, succhiando il sangue e uccidendo il povero capellone che procacciava ad Adam raffinati strumenti musicali (naturalmente strumenti antichi: ah, i bei tempi andati!). Dopo aver sbattuto in mezzo alla strada Ava, e sciolto il cadavere del malcapitato nell’acido di una vasca abbandonata, i due coltissimi vampiri innamorati prendono un aereo per Tangeri per rifugiarsi a casa di lei, e seminare i fan di lui che stavano per scoprire il suo nascondiglio.  Lento, estenuato come i suoi protagonisti quando sono a corto di sangue, estetizzante a mille (avevo usato questo aggettivo per il film di Sebastiano Riso, questo lo è molto molto di più), Solo gli amanti sopravvivono di Jim Jarmush parla di una cultura elitaria che resta immutata nei secoli e che gli uomini zombie, occupati a distruggere il pianeta in cui vivono, non possono capire né apprezzare. Quando sono tornata a casa dal cinema, non ce l’ho fatta a vedere Grillo da Vespa: di vampiri ne avevo fin sopra i capelli.

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