mercoledì 4 giugno 2014

Eva dorme

in Eva dorme  Francesca Melandri racconta il rapporto tra una madre e una figlia e insieme ricostruisce l’ultimo secolo di storia dell’Alto Adige. Eva, l’io narrante, sale a Pasqua su un treno che attraversa l’Italia da Nord a Sud: deve andare in Calabria da Vito, l’uomo che per diversi anni le ha fatto da padre, poi è sparito e ora è molto malato. Dai finestrini della carrozza scruta il paesaggio e torna con la memoria ai fatti che hanno segnato la sua vita, quella della madre e dei genitori di lei. Italiani o tedeschi: questo il dilemma che per anni causa trasferimenti forzati, difficoltà sul lavoro, razzismi, terrorismo, divisioni politiche. Melandri rievoca le tappe di vicende storiche che pochi conoscono, fa di Gerda, la sua ragazza madre, la figlia di un nostalgico dell’Austria convertitosi al nazismo e del fratello Peter un attentore fallito. Sembra avviarla a un destino di reietta; le offre un riscatto attraverso la bravura sul lavoro (da semplice sguattera diventa cuoca) e il legame con la sua bambina; le concede un grande amore e le dà la forza di rinunciarci. Sospeso tra feuilleton e rassegna storica, Eva dorme punta sui sentimenti; lo stile è un po' frettoloso.  

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutto così frettoloso che manco ho capito quale editore l'abbia (ri)pubblicato

volevoesserejomarch ha detto...

E' un Oscar Mondadori, come si evince dalla copertina...