domenica 8 giugno 2014

Nella casa di vetro


Nella casa di vetro: il libro di Giuseppe Munforte, pubblicato da Gaffi,  annuncia sin dal titolo il suo passo leggero, sospeso, ci si sposta tra oggetti preziosi e fragili come i sentimenti. Un uomo, Davide, osserva la sua compagna, i loro due figli. Li vede mangiare, andare a letto, leggere un libro, dormire. L’uomo lavora tutto il giorno e il ritorno a casa è il suo momento migliore, quello in cui finalmente sente di esserci. La casa è nella periferia milanese, un posto senza bellezza che ha acquistato fascino da quando Davide ha conosciuto Elena, vicina di caseggiato. Davide è diventato suo amico, ne ha raccolto le confidenze, ha letto i testi a cui lei affida le sue ambizioni letterarie; un giorno Elena gli ha comunicato di essere incinta e da allora Davide si è preso cura di lei. Avranno insieme un figlio, Andreas, ma è assistendo al parto di Sara, la bambina di cui lui non è padre, che Davide scopre con slancio la paternità. Poi nel romanzo avviene una svolta, un incidente si abbatte sul nucleo familiare. L’amore non passa e avvolge chi resta. Un libro anomalo: tutti urlano per farsi sentire, mentre per arrivare a Munforte bisogna spegnere tutto e concentrarsi all’ascolto.

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