domenica 22 giugno 2014

sei mesi in America

la mamma di Tommaso (l'amico del figlio che è venuto al mare con noi) ha deciso: l'anno prossimo lo manda sei mesi in America (la decisione va presa in autunno ed è l'organizzazione che sceglie lo stato e la famiglia in cui si finisce). Devo spingere mio figlio a fare altrettanto? I vantaggi sono evidenti: impara l'inglese una volta per tutte; si sprovincializza, scoprendo che il mondo non comincia e finisce a Roma Centro, tra piazza Cavour e piazza Fiume; scende dal malefico motorino. Ma gli svantaggi: può capitare in posti assurdi, in famiglie tristissime, in classi ostili; sono anni cruciali, ha il suo bell'equilibrio perché rischiare di perderlo? E io (motivazione prettamente egoistica), perché devo allontanarlo quando mi piace vederlo, scambiare due parole con lui? Lui è possibilista, per ora è felice delle due settimane a New York con Tommaso e Rocco: il solito corso d'inglese che diventa una bella gita turistica. Si vedrà. Beata la mamma di Tommaso con le sue certezze.

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