martedì 8 luglio 2014

Chiamate la levatrice in tv

in italiano l’hanno chiamata L’amore e la vita (brrr) e la trasmettono su Rete Quattro: due ragioni per cui una serie inglese di grande valore come Call the Midwife, prodotta da Sam Mendes per la Bbc e scritta da Heidi Thomas rischia di passare inosservata. Avendo letto Chiamate la levatrice di Jennifer Worth, pubblicato da Sellerio (ne ho parlato qui), non me la sono lasciata sfuggire. La prima puntata è andata in onda domenica, la prossima sarà di lunedì (tanto per facilitare il pubblico che deve fare la caccia al tesoro nei palinsesti). Nel trattamento televisivo ho ritrovato lo spirito del libro: la ricostruzione di un mondo femminile fatto di innumerevoli gravidanze, abbrutimento, violenza, ma anche di slanci di abnegazione, di momenti sorprendenti e divertenti. Le suore in bicicletta, la miseria della Londra dei Docks, i panni stesi lungo la via e in primo piano le storie della quindicenne a cui il prete toglie la bambina per darla in adozione; della spagnola che non comunica con il marito se con gli sguardi e il sesso; della nonna che ha un parto podalico in casa durante la festa di matrimonio della figlia. Perché non sulla Rai e perché non in versione originale sottotitolata? 

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