martedì 29 luglio 2014

Crampton Hodnet

un professore universitario sposato e di mezza età s’incapriccia della studentessa che gli rivolge sguardi languidi: succede ogni giorno sotto ogni latitudine. Nel suo romanzo postumo ambientato a Oxford, Barbara Pym racconta questo piccolo scandalo che agita le pettegole del posto, togliendo alla vicenda ogni afflato romantico. Francis Cleveland, il professore di letteratura di bell’aspetto, è solo un po’ annoiato per via delle vacanze estive e ce l’ha con la moglie che lo spinge a frequentare la biblioteca piuttosto che ciondolarle intorno; Barbara Bird è una studentessa brillante che ama idealizzare il suo insegnante e prendere il tè con lui, ma non ne gradisce troppo i goffi baci. Pym affida il suo punto di vista sulla vicenda a due personaggi femminili: la signorina Morrow, una zitella trentaseienne che fa la dama di compagnia alla zia del professore e ama le scene emozionanti nei film e nei romanzi ma le trova imbarazzanti nella vita reale, e la signora Cleveland, la moglie, che non crede al tradimento del marito perché ne conosce troppo bene l’attaccamento alle abitudini e alle comodità. Uno dei suplot del romanzo riguarda la stessa signorina Morrow: il giovane curato che va a vivere sotto il suo tetto le fa una dichiarazione d’amore assolutamente poco romantica (la rispetto e la stimo molto) e lei non lo prende proprio in considerazione (meglio comprarsi un vestito nuovo che imbarcarsi in un matrimonio senza amore). Adoro Barbara Pym, il suo modo di inchiodare cose e persone con una definizione. La casa in cui abita la signorina Morrow con la sua datrice di lavoro? E’ caratterizzata da “un’atmosfera di tetra dignità”. La sorella della signora Cleveland? “era così maestosamente assorta nei suoi problemi che non faceva mai domande”. Un plauso alla casa editrice Astoria che la sta ripubblicando (qui la traduzione è di Bruna Mora); questa però mi pare la sola nuova uscita rispetto a quelle della Tartaruga (i titoli cambiati illudono i vecchi lettori della Pym e li spingono a procurarsi dei doppioni).     

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