sabato 12 luglio 2014

I Middlestein

"Il cibo era un luogo meraviglioso per nascondersi". Per arrivare a questa conclusione riguardo all'ossessione della sua ex moglie Edie per il mangiare, Richard deve passarne di sventure. E sventurati e feriti sono un po' tutti i Middlestein: Edie, che nonostante sia una donna forte, sensibile, intelligente, e molto amata si lascia morire di abbuffata in abbuffata; i suoi due figli Robin e Benny, la prima con l'inclinazione al bere, il secondo con il bisogno di una canna serale per scacciare i brutti pensieri; e i due gemelli di Benny, Josh e Emily, che a tredici anni cominciano a capire quanto sia faticoso e incomprensibile il mondo degli adulti. Il contraltare di Edie, che non programma nulla, se non il suo prossimo banchetto, la sua prossima incursione in frigorifero, si lascia licenziare dallo studio di avvocati in cui lavora con successo, ed esaspera il marito, finché questo non la lascia dopo trent'anni di matrimonio, è la nuora Rachelle, perfetta padrona di casa, magra, curata, oltranzista delle verdure: un'altra donna irrisolta, faticosissima per chi le sta accanto. È un gran bel libro, I Middlestein di Jamie Attenberg: affronta un tema delicato come l'obesità patologica e non cerca colpevoli, non sposa tesi precostituite. Racconta una famiglia ebrea di Chicago, le sue contraddizioni, i suoi sviluppi (sono molto belli e terribilmente inquietanti gli squarci che l'autrice apre sul futuro dei suoi personaggi, per cui sappiamo chi si allontanerà da chi, chi troverà pace, chi resterà solo). Limpido, efficace, ironico: lo stile di Attenberg avvince il lettore e il libro finisce troppo presto (facevo il tifo contro il mio kindle: no, non può essere che mi restino solo dieci minuti). Giuntina, traduzione di Rosanella Volponi.

Nessun commento: