venerdì 11 luglio 2014

In Another Country

di film coreani ne conosco diversi, ma nessuno mi ha divertito come In Another Country di Hong Sang-soo. L’occasione per vederlo è stata la rassegna della cinematografia di Isabelle Huppert organizzata in questi giorni a Villa Medici (prima della visione all’aperto c’è stata una visita guidata ai magnifici giardini dell’Accademia di Francia). Huppert ha presentato il film in un italiano buffo e incisivo: il regista coreano con cui si era incontrata ad un festival le ha detto che gli sarebbe piaciuto lavorare con lei, ha scelto una località balneare, e poi le ha cucito addosso tre personaggi. La cornice del film è costituita da una ragazza, costretta da debiti contratti dallo zio, a gestire con la madre una pensioncina a pochi metri da una spiaggia. Non sapendo come intrattenersi la ragazza scrive tre sceneggiature, la cui protagonista è sempre una donna francese. Huppert compare in scena la prima volta nei panni di una regista, la seconda in quelli della moglie fedifraga di un dirigente d’azienda, la terza in quelli di una donna lasciata dal marito. Intorno a queste diverse figure (l’attrice dona a ognuna una personalità tutta sua) si aggirano tre personaggi: un regista coreano che ama bere e corteggiare le donne, la sua bizzosa moglie incintissima e un atletico bagnino pieno di entusiasmo. Attraverso l’interazione tra le tre Anne e le persone che incontra sul posto, Hong Sang-soo mette in luce le dinamiche paradossali del rapporto uomo-donna e l’attrazione della sua gente per l’esotismo rappresentato da una straniera. Bel film, grandissima spiritosissima interprete.   

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