lunedì 7 luglio 2014

La gelosia

è difficile vedere sullo schermo un esercizio così smaccatamente narcisista e autorefenziale come il film La gelosia di Philippe Garrel (e colpisce che ci troviamo di fronte a un film scritto e diretto dal padre e interpretato dal figlio Louis). La prima sequenza ci mostra una giovane donna bionda che piange. Il suo compagno l’ha lasciata. Nella scena finale è il compagno, Louis a piangere perché a sua volta è stato lasciato. Louis fa l’attore in teatro e anche quando non è sulla scena sembra recitare un copione. Non può fare a meno  di dichiarare ripetutamente ed enfaticamente alla sua Claudia (Anna Mouglalis) di amarla, però non può neppure vietarsi di flirtare con tutte le altre donne, con l’attrice che recita al suo fianco, con la sconosciuta che siede accanto a lui al cinema. Claudia a sua volta non ha chiari  i suoi obiettivi: combatte la gelosia nei confronti del suo uomo rimorchiando tipi loschi nei bar, detesta il monolocale in cui vive, non lavora, finisce per diventare l’amante di un architetto che le assicura degli agi. L’unica con un po’ di sale in zucca appare la figlia di Louis, che si diverte a osservare i drammi amorosi del padre come i movimenti di un gorilla allo zoo. Peccato che un pessimo doppiaggio abbia dotato lei di una voce leziosa e non sia stato più clemente con gli altri, accentuando la debolezza del copione. Prima di vedere questo film di Louis Garrel ero un po’ innamorata; le pose studiate, le espressioni corrucciate che assume qui, mi hanno disamorato.  

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