domenica 20 luglio 2014

Non abbiate paura


una coppia stranamente affiatata suscita la curiosità dello scrittore che la incontra per caso in un teatrino amatoriale dove recitano dei ragazzi. Questa la cornice di Non abbiate paura di Allan Gurganus (traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini, Playground): la storia della coppia occupa 125 pagine che avvolgono chi legge in una specie di vortice da cui fa fatica a uscire. Uno stile unico, sardonico e insieme partecipe; una vicenda che sfiora più di una volta i limiti dell’assurdo; un’indomita protagonista: questi gli ingredienti del libro, un incrocio tra un racconto di Cechov e una tragedia greca ambientato negli Stati Uniti di oggi. La protagonista è una quattordicenne molto carina, molto saggia, molto popolare. Le succedono quattro cose terribili in rapida sequenza: sotto i suoi occhi il padre viene decapitato per sbaglio dal motoscafo del suo migliore amico; la madre impazzisce; il migliore amico del padre per consolarla le sta sempre addosso, così addosso che la mette incinta; partorisce e le viene tolto il bambino. Come va a finire non ve lo dico. So solo che Gurganus più che uno scrittore è uno stregone e maneggia trama e linguaggio con un’abilità assoluta.

Nessun commento: