martedì 5 agosto 2014

Ditelo a Sofia


“Maldestra, pusillanime, distratta e incapace” così Judit, pedagogista di fama, giudica sua figlia Sofia di undici anni. Judit ha da poco perso il marito medico, stroncato da un infarto; si è dovuta trasferire in una casa più piccola; ha problemi sul lavoro perché dal Ministero vogliono assegnarla al da lei aborrito insegnamento e la figlia finisce per diventare il catalizzatore delle sue tensioni. Sofia però è tutto il contrario di maldestra, pusillanime, distratta e incapace e il romanzo di Magda Szabó ruota intorno alle azioni di questa ragazzina. Guidata dal desiderio di scoprire le ultime parole dell’amatissimo padre, Sofia si reca da uno dei suoi pazienti, il bidello della scuola, ne scopre la solitudine e la fatica a tirare avanti. Decide di prendersi cura di lui e insieme cerca di contrastare la fuga all’estero di suo zio con una giovane donna. Ad accorgersi del valore di Sofia, della sua intelligenza e tenacia, è un’insegnante, l’unica capace di dare una spiegazione ai misteriosi comportamenti messi in atto dalla sua allieva. Un po’ favola, un po’ romanzo di formazione, Ditelo a Sofia ha una scrittura all’altezza dei capolavori di Szabo, La porta, La ballata di Iza. Descrive nitidamente l’Ungheria degli anni cinquanta, il clima di sospetto e tensione che regnava allora, e affronta con mirabile chiarezza le difficoltà di una madre ad accettare che la propria figlia sia diversa da lei. Traduzione di Antonio Sciacovelli, Salani.

1 commento:

babalatalpa ha detto...

Ma quanto è (era) brava la Szabo! Un altro libro da aggiungere alla wishlist…