sabato 23 agosto 2014

Il vestito della festa

"preoccupazione", "cautela" sono questi i termini con cui Paula Fox si riferisce ai suoi genitori nel Vestito della festa, romanzo autobiografico del 2001, tradotto in italiano da Gioia Guerzoni per Fazi. Il padre beve troppo, la madre semplicemente non la può vedere, la abbandonano appena nata, senza però mai far perdere le loro tracce: ora riappaiono con regali improbabili, ora con domande improbabili, ora con amici improbabili. Paula cresce sballottata da un parente a un conoscente e l'emblema di questa condizione è la scarsezza di vestiti, il continuo indossare abiti smessi da altri. Una figura di riferimento c'è ed è lo zio Elwood, un reverendo colto e generoso che dona alla bambina la sensazione di essere accudita; ma il paradiso infantile dura poco e subito dopo riprende la giostra dei cambiamenti. Come negli altri libri di Paula Fox colpisce lo stile secco, essenziale: i fatti sono così eloquenti da non richiedere aggettivi e commenti. Bello.

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