sabato 23 agosto 2014

La vita davanti a sé


nel 1975 La vita davanti a sé ha vinto il premio Goncourt; il suo autore Romain Gary lo aveva scritto sotto lo pseudonimo di Émile Ajar. Racconta in prima persona la storia di Momo, un quattordicenne arabo a cui è stato fatto credere di avere dieci anni. Momo, come altri figli di prostitute, vive con Madame Rosa, una vecchia ebrea che, ritiratasi dal mestiere, si è messa ad accudire a pagamento i bambini delle altre. Siamo in un caseggiato di Belleville a Parigi: immigrati da ogni paese si aiutano vicendevolmente e quando Momo dovrà fronteggiare la malattia della donna che lo ha allevato e a cui si sente molto legato, non sarà lasciato solo dai vicini.  Il tentativo dello scrittore di riportare sulla carta non solo i pensieri, ma anche il linguaggio di un ragazzino illetterato mi ha lasciato parecchio fredda: l’artificio mi è parso troppo scoperto e i suoi esiti non sempre felici. Tradotto da Giovanni Bagliolo per Neri Pozza.

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