domenica 3 agosto 2014

Luci nella notte


“Lui lo chiamava entrare nel tunnel”, così si apre il romanzo breve di George Simenon, Luci nella notte, tradotto da Marco Bevilacqua per Adelphi. Il tunnel è quello dell’alcol e il protagonista del libro è un trentenne americano, Steve, che prova un piacere rabbioso nel riempirsi di whisky, proprio mentre sta andando da New York in macchina con la moglie a prendere i due figli nel Maine dove sono stati in campeggio. Simenon tratteggia con cura i contorni di questo viaggio-incubo: è il Labour Day, sembra che tutti gli americani siano in movimento, la radio anticipa le cifre spaventose degli incidenti previsti. Steve oscilla tra il desiderio di provocare apertamente Nancy (non tollera che sia lei a guadagnare e a lavorare più di lui) e quello di nasconderle i bicchieri che sta trangugiando, sicuro di poter mantenere la lucidità necessaria a guidare. All’ennesima sosta di Steve in un bar isolato, Nancy non ce la fa più e si avvia a piedi alla ricerca di un pulman. Non lo prenderà mai quel pulman, ma noi lo scopriremo dopo aver seguito altre peripezie di Steve, tra innumerevoli bevute e pensieri malsani di cui poi si pente amaramente. Costruito con suspense magistrale, Luci nella notte, scritto nel 1953, è un irrinunciabile tassello della multiforme opera dello scrittore francese.

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