giovedì 28 agosto 2014

tramonto tra le boe

arrivo in spiaggia alle sette di sera, dopo aver preso il treno e fatto la spesa. Sotto l'ombrellone trovo il figlio che dorme; sul lettino accanto a lui c'è Il giocatore di Dostoevskji, il libro che ha scelto tra quelli indicati dal suo professore e che deve trovare perfetto per conciliare il suo sonno. Lo sveglio, lo invito a venire a nuotare. Mi segue poco convinto, tanto io sono accaldata dal viaggio, tanto lui è infreddolito dall'ozio. Lo aggiorno sulle ultime novità, lui mi pare rilassato e in gran forma. Siamo a metà strada per la prima boa; i suoi amici fischiano per attirare la sua attenzione. Li guarda, mi dice, è tornato Paoletto. Gli dò il permesso di mollarmi nel mezzo al mare. Continuo da sola nel sole che cala. Di boa in boa arrivo alla grotta, mi scordo quello che mi aveva irritato, confuso, agitato nel giorno che si sta chiudendo. Nuoto finché il mare da dorato diventa cupo. Sto meglio.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Che Paoletto è parente der Torcia?