mercoledì 27 agosto 2014

Tutto d'un fiato

brevissimo, Tutto d’un fiato (XS Mondadori), doveva servirmi a introdurmi al mondo di Antonio Moresco. Un incontro non troppo felice dal mio punto di vista. C’è un sessantenne che guida di notte combattendo contro il sonno incipiente. Accanto a lui dorme Renata, (la sua compagna? Una coetanea? Di lei sappiamo solo che dorme dopo aver guidato all’inizio del viaggio). L’uomo fa lo scrittore e si sente incompreso, disprezza la società letteraria o quanto ne resta, lamenta il suo isolamento, più forte da quando è pubblicato di quando era inedito. Ce l’ha con tutti, con le mode, con il capitalismo, con Machiavelli preferito a Dante, con la televisione che non lo chiama e se lo chiama lo critica. Però ha incontrato una donna: trent’anni, bancaria, belle tette. Apprezza i suoi libri, va ad ascoltarlo quando parla in pubblico, mangia con lui una pizza, lasciandone molta nel piatto. Sarebbe bello partire con lei. L’uomo sbanda, assonnato. Renata si sveglia e prende il suo posto alla guida. Finito. Con Moresco mi fermo qui.

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