lunedì 29 settembre 2014

Agosto

scritto in forma di lettera a Andrea, un’amica morta da cinque anni, Agosto, è tutto fuorché un libro lugubre. Emilia ha incontrato il padre dell’amica, venuto a Buenos Aires; lui l’ha invitata a tornare a Esquel, il suo paese d’origine in Patagonia, per una commemorazione. La ragazza sale su un autobus, fa un lungo viaggio e si ritrova a dormire nel letto dell’amica e a frugare tra le sue cose. C’è una grande intimità tra l’io narrante e la sua interlocutrice assente: Emilia mette sulla carta ogni suo pensiero, ogni sua sensazione in modo spontaneo e confidenziale. Racconta di aver rivisto il proprio padre (la mamma li aveva abbandonati quando lei era piccola), racconta la cena con la famiglia che la ospita  (quella di Andrea) e soprattutto racconta la sua ossessione per Julian, il suo ex fidanzato che si è sposato e ha un figlio e un altro in arrivo. Il ritorno in Patagonia è l’occasione per Emilia per tracciare un bilancio delle sue scelte e interrogarsi su presente e passato. Il suo fidanzato del momento, Manuel, le piace davvero? Dovrebbe fare un figlio con lui? O era Julian l’uomo della sua vita e se l’è lasciato sfuggire per il desiderio di trasferirsi nella metropoli?  Agosto, tradotto da Violetta Colonnelli per La Nuova Frontiera è un riuscito ritratto generazionale: siamo in Argentina, ma potremmo essere in Francia, in Italia o negli Stati Uniti, ovunque un ventenne (una ventenne) di oggi si interroghi sulle proprie prospettive in un quadro di grande incertezza. Romina Paula, la giovane autrice che è anche attrice, è una sorta di Ethan Hawke femminile. La aspettiamo sul grande schermo.

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