venerdì 5 settembre 2014

Belluscone, una storia siciliana

è un viaggio nella Sicilia del degrado, e in particolare nel quartiere Brancaccio di Palermo, Belluscone, l’ultimo film di Franco Maresco (autore con Ciprì di Cinico tv). C’è il viaggio ma non c’è il viaggiatore: a fare da filo conduttore al racconto non è il regista, ma Tatti Sanguineti che parte alla ricerca del Maresco sparito (a causa della sua depressione, di minacce subite?), ne ripercorre l’itinerario e guarda il materiale che questo ha girato.  In primo piano il sottoproletariato siciliano orfano di Berlusconi, il politico che meglio ha incarnato la spinta anti Stato e la connivenza con i mafiosi che danno lavoro e aiutano la gente. Protagonista assoluto del film è Ciccio Marra, un personaggio reale, ex barbiere, ex cantante, ora impresario di cantanti neomelodici,  che nei loro spettacoli non mancano mai di salutare gli “ospiti dello stato”, i carcerati (chi non ha almeno un parente in prigione nel quartiere?)  e di mandare loro messaggi cifrati. Ciccio Marra, ora in prigione, ammicca davanti alla telecamera, dando prova di ineguagliabile cinismo e strafottenza. Ci sono le origini siciliane dell’ascesa berlusconiana (Maresco ricostruisce con ricchezza di particolari il rapporto tra il fondatore di Fininvest e il mafioso Stefano Bontade e arriva a intervistare persino Dell’Utri), ma soprattutto c’è la descrizione di come il berlusconismo sia diventato la mentalità dilagante in questo spaccato di società italiana. L’inno “Vorrei conoscere Berlusconi” del neomelodico Erik è perfetto per connotare la deriva ideologica e culturale che ha avvelenato il modo di pensare dei ragazzi di oggi. Ci siamo dentro fino al collo. Desolante.

1 commento:

Anonimo ha detto...

aggiungo altra recensione, che poi, forse, Maresco, vorrebbe dirci che non è tanto il prodotto di Belluscone il problema, quanto quello che lo ha prodotto (il sottoproletariato palermitano!? ma non solo): siamo postumi di Berlusconi, ma per sempre (anti-)berlusconiani, anche e soprattutto ante litteram. E Maresco è stregato da Ciccio Mira e dalle altre maschere, che siamo noi: http://furiacervelli.blogspot.it/2014/09/belluscone-autobiografia-di-una-nazione.html