venerdì 26 settembre 2014

Città aperta


nonostante mi fosse stato consigliato, mi ero tenuta alla larga da questo libro: lo temevo troppo erudito per me. Sbagliavo: Città aperta trascina dentro il lettore e lo fa affezionare all’evanescente Julius, un giovane psichiatra che ha straordinarie capacità di ascolto e incontra una galleria di personaggi di grande interesse. Non li incontra nel corso del proprio lavoro (qualcuno sì, ma è un'eccezione): i racconti che costellano il romanzo nascono per lo più da conoscenze casuali perché Julius è un grande camminatore e non disdegna pause dedicate a chi gli sta intorno. Sullo sfondo (o meglio in primo piano) New York, i suoi quartieri, i suoi uccelli, il suo cielo stellato e poi Bruxelles, alla ricerca di una nonna perduta. Come in Americanah di Chimamanda Ngozi Adichie, anche qui si parla di razzismo, di cosa voglia dire avere la pelle nera negli Stati Uniti: il filo conduttore del romanzo è la ricerca di sé attraverso la propria immagine riflessa negli occhi degli altri e attraverso le proprie inclinazioni culturali. Teju Cole è nato nel 1975 in America da genitori nigeriani; è stato tradotto da Gioia Guerzoni per Einaudi. E' tra gli autori che saranno a Ferrara.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Finalmente