mercoledì 17 settembre 2014

L'assassino cieco


pubblicato nel 2000, L’assassino cieco è tra i libri più famosi di Margaret Atwood; ora la casa editrice Ponte alle Grazie lo ripropone nella traduzione di Raffaella Belletti. E’ un romanzone: dal punto di vista della mole, del dispendio di tecniche letterarie, della leggibilità. Tre i fili narrativi principali: quello che riguarda Iris, una signora nata nel 1916 in Canada, che a ottant’anni passati scrive un memoriale destinato alla nipote; la storia di un coppia clandestina contenuta nell’Assassino cieco, romanzo postumo attribuito alla sorella di Iris, Laura, morta suicida a venticinque anni; e la storia truce che all’interno dell’Assassino cieco l’uomo racconta alla sua compagna. E’ un libro iperletterario in cui abbondano gli echi dei classici, a partire dalle Mille e una notte, ed è insieme un libro appassionante ricco di colpi di scena e di personaggi forti e stravaganti. La parte più bella della narrazione è per me l’infanzia di Iris e Laura. Traumatizzate dalla morte della madre, semiabbandonate dal padre che fatica a occuparsi della sua fabbrica di bottoni, le due bambine crescono affidate a una domestica sentenziosa e a una serie di istitutori di bassa lega (dal peggiore di loro le discepole imparano la menzogna, l’imbroglio, l’insolenza malcelata, la resistenza silenziosa: la narratrice osserva, con l’ironia che la contraddistingue, che anche questi insegnamenti non previsti nel curriculum scolastico hanno la loro rilevanza nella vita). C’è il Novecento visto dal Canada, c’è un rapporto simbiotico tra due sorelle; c’è un magnifico ritratto di una cognata che è l’incarnazione della perfidia. Un romanzone, lo ripeto e la sua autrice, che ho avuto il piacere di incontrare questo pomeriggio per chiacchierare del libro in questione, è una donna dallo sguardo magnetico e dall’eloquio vivace ed acuto. Settantaquattro anni, una passione sconfinata per la letteratura, ma anche una grande curiosità per il mondo che la circonda (attivissima su twitter, considera il mezzo una sorta di radio personale con cui comunicare con gli altri).

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