martedì 30 settembre 2014

primo giorno di università

a metà mattina la figlia mi manda un messaggio, forse è meglio che studio lettere. La sera mi racconta la sua prima giornata di lezioni a Roma Tre. Professore di matematica: entra in classe e riempie la lavagna di numeri. Non si tratta di equazioni o derivate, ma degli iscritti al suo esame, appello per appello, con accanto le percentuali di promossi e bocciati. Il messaggio è chiaro: qui si fa sul serio, o frequentate, vi impegnate, studiate, o fate meglio a restare a casa. Il che è giustissimo, ma non molto incoraggiante dal punto di vista di matricole spaesate. Segue pistolotto sulla scarsezza di lavoro: solo i bravissimi lo trovano. Il professore seguente passa i primi dieci minuti a vantarsi dei suoi molteplici incarichi. La figlia resisterà a Economia?

1 commento:

Anonimo ha detto...

Come è andata a finire per il prurito?