mercoledì 15 ottobre 2014

Cotroneo cosa combini?

è andata in onda ieri sera l’ultima puntata della serie Un’altra vita scritta da Ivan Cotroneo, Monica Rametta e Stefano Bises. Un’altra vita aveva tutte le carte per essere una fiction decente: l’ambientazione (un’incantevole Ponza ripresa con trasporto dalla regista Cinzia T H Torrini) e la storia al femminile (una giovane dottoressa che si trasferisce sull’isola con le tre figlie per fuggire dallo scandalo del processo per tangenti al marito chirurgo). Ho visto tutte le puntate con sensazioni miste: il piacere di assistere a un racconto distensivo, il fastidio per le troppe concessioni della sceneggiatura all’ovvio. Nell’ultima puntata la seconda sensazione ha prevalso sulla prima: c’è stato un chiaro sconfinamento nella soap. Passi la scenata in caserma della ragazza al fidanzato militare vigliacco che l’ha lasciata dopo averla messa incinta (con lui imbambolato e il comandante che s’indigna) , passi la dichiarazione spontanea della protagonista in tribunale (io e lui non eravamo così, all’inizio facevamo una vita semplice, onesta, poi regali e viaggi ci hanno traviato), passi il solito balletto tra i due protagonisti (lei che dice a lui il nostro amore è impossibile, lo saluta, torna indietro, lo bacia appassionatamente),  quella che mi ha fatto saltare sulla poltrona è stata la scena in cui la dottoressa (che a Milano si occupava di radiografie e a Ponza è diventata l’incarnazione di tutti i medici di ER in una) opera al polmone il suo amato, fatto precipitare dalla scogliera dalla moglie pazza. Lei lo taglia con il bisturi mentre lui, semiaddormentato, la incoraggia con lo sguardo: una scena troppo imbarazzante, senza alcuna correzione ironica. C’erano otto milioni e mezzo di persone davanti alla Incontrada versione super dottoressa ieri sera: si meritavano questo? 

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