venerdì 3 ottobre 2014

il popolo di internazionale

tanti, tutti insieme non ne avevo mai visti. I fan di Internazionale li riconosci a prima vista: per come sono vestiti (di nero, o con colori accesi), per gli occhiali spartani che portano, per le capigliature (generalmente molto corte quelle delle ragazze), per l’aria seria impegnata che hanno, per il senso civico con cui si mettono in fila e infine per l’immancabile rivista in borsa o sotto il braccio. Qui a Ferrara sono venuti proprio tutti e improvvisamente sembra di stare in un’altra Italia, un’Italia in cui si aspetta un’ora in piedi per sentire un blogger anglo-iracheno spiegare il collegamento tra l’invasione dell’Iraq da parte degli americani e il successo attuale dell’Isis; in cui si applaude a lungo commossi una giovane siriana che da infermiera si è improvvisata giornalista, ha scontato sette mesi di prigione per i video che girava di nascosto, ha una sorella ancora in carcere e un fratello che ha rischiato la vita per venire su un barcone in Italia; in cui Renzi parla in piazza con tre giornalisti e prende uova, fischi, ma anche molti applausi quando parla contro il sindacato che rappresenta solo i pensionati. E’ bella Ferrara ed è bello il popolo di Internazionale, ma ti chiedi da dove venga, come abbia fatto Giovanni De Mauro a formarlo, e perché le voci di questi ragazzi ed ex ragazzi che sono cittadini del mondo si perdano nel chiasso inutile del nostro paese.

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