sabato 8 novembre 2014

la potenza di Lila

suggestionata dalla lettura di Storia della bambina perduta di Elena Ferrante, in Cristina, la montatrice con cui io e Laura stiamo lavorando questi giorni alla puntata su Letteratura e scienza, vedo Lila. Lila è questo personaggio incredibile che domina i quattro libri della Ferrante (la bambina perduta è l'ultimo dei quattro): è super intelligente, capace di gesti di straordinaria bontà, ma è anche bizzosissima, imprevedibile, può essere malefica, velenosa, impenetrabile. Cristina è un po' così: un giorno ci fa disperare perché non collabora, sembra odiare noi e il lavoro che dobbiamo fare insieme, ci fa sentire pretenziose e ridicole; il giorno dopo è tutta entusiasmo, crea in pochi minuti serrate sequenze in cui tutto è al posto giusto, la musica, le immagini, il parlato, inventa nuove soluzioni, sposta, aggiusta, inserisce, e i miei due intervistati acquistano, grazie alle sue cure, autororevolezza e stile. Ieri, lasciando il montaggio alle dieci di sera, l'ho pregata, Cristina, per favore, martedì fatti trovare così come oggi, estrosa, ben disposta, non farci combattere con la parte negativa di te. Mi ha rivolto il suo sorriso sghembo, ha detto, non so come mi piglierà. Era contenta di essere stata lodata, ma mi faceva intendere che non dovevo credere di averla in pugno. Proprio come Lila.

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