giovedì 20 novembre 2014

Sils Maria

Juliette Binoche è Maria, la classica attrice di mezza età, sola e bizzosa. Ha un rapporto molto stretto con la sua assistente Valentine (la Kristen Stewart della saga di Twilight): la ragazza, oltre a farle da autista e coach, ne indirizza le scelte artistiche. In particolare Valentine è entusiasta del progetto di riportare a teatro il dramma imperniato sull’amore tra due donne in cui Maria aveva debuttato a diciotto anni: questa volta la diva non interpreterà Sigrid, ma Helena, che s’innamora della giovane, finendo per essere manipolata da lei. Quindi il film di Olivier Assayas mette in scena un gioco di specchi: Maria e Valentine provano un testo che rispecchia il loro modo di essere insieme. Due i pregi principali del film: l’interpretazione delle attrici (sullo schermo appaiono una dozzina di Binoche diverse, ora affascinante, ora invecchiata, ora luminosa, ora gonfia, ora indifesa, ora aggressiva, ora volgare, ora raffinata, e anche Kristen Stewart è molto convincente nel ruolo di ragazza d’oggi, spavalda e piena di energie, con fragilità nascoste)  e il paesaggio svizzero che entra prepotentemente nella  sceneggiatura. Il difetto è che la storia, invece di essere concentrato in un’ora, dura il doppio. Superfluo l’epilogo a teatro e troppo lunga la prima parte: se avessimo incontrato solo le due protagoniste a tu per tu nella casa in montagna il conflitto che si sviluppa tra loro sarebbe risultato molto più incisivo.     

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