domenica 7 dicembre 2014

a Più Libri


alle dieci di mattina ho preso possesso con i due operatori della saletta di fronte all’ufficio stampa e un’ora dopo è cominciata la sfilata di scrittori che si è conclusa nel tardo pomeriggio. È stata una giornata di grande divertimento, accompagnata da un minimo di tensione. In particolare mi preoccupavano i due scrittori stranieri, l’Andrei Kurvov ucraino e il Sorj Chalandon francese. Il dubbio è sempre quello: capiranno il mio inglese stentato, li capirò? Kurkov è stato una passeggiata: molto simpatico, molto chiaro e sintetico. Chalandon aveva una grande chiacchiera e il suo racconto dell’esperienza in Irlanda a contatto con i soldati dell’Ira non poteva essere più interessante. Abbiamo avuto solo un piccolo scontro finale riguardo a una penna che ha fatto morire dal ridere gli operatori. Gli avevo dato la copia del suo libro da firmare insieme a una penna; mi ha restituito il libro e ha fatto per mettersi in tasca la penna. Stavo per rinunciare a chiedergliela indietro, poi ho pensato che ne avevo bisogno per prendere appunti. Lui mi ha guardato stupito e ha detto che mi sbagliavo, la penna era sua. Ho ceduto, anche se a malincuore. Lui ha controllato nel suo zaino e ha tirato fuori una penna identica alla mia: finalmente l’imbarazzo si è sciolto, sembravamo due bambini che fanno pace dopo aver litigato. Non ci siamo fatti mancare neppure uno scrittore dell’Azerbaigian: a intervistarlo è stata Claudia che ha sofferto soprattutto per contenere gli slanci dell’editore-traduttore che avrebbe tenuto banco per ore con discorsi fumosi. Stefano Bartezzaghi ci ha raccontato una bellissima storia sulla sua lettura di Cent’anni di solitudine fatta a dieci anni; Paolo di Paolo della scoperta di Pavese comunicata a una ragazza a cui non importava molto; Giuseppina Torregrossa ha parlato con calore di Lessico famigliare chiamando la Ginzburg con la g dolce come faceva mia madre e strappandomi così quasi le lacrime. Gran bella giornata, peccato sia finita in un baleno.

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